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CARIE: Perchè si formano e Come si prevengono

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Prima di entrare nell’argomento principale dell’articolo, LA CARIE, è importante conoscere l’anatomia e l’istologia dei tessuti degli elementi dentali.

I denti, sia quelli decidui (da latte) che quelli permanenti, sono formati principalmente da due tessuti altamente mineralizzati:

  • lo smalto
  • la dentina.

L’elemento base dello smalto e della dentina è l’ idrossiapatite , è un sale inorganico che è organizzato in cristalli di forma esagonale.

 

PERCHE’ si formano le Carie

 

Fin dall’ eruzione, lo smalto e i tessuti che costituiscono i denti sono quotidianamente aggrediti da agenti fisici, chimici e meccanici come  ad esempio la placca batterica, l’ alimentazione, sostanze acide ma anche le scorrette manovre di igiene orale.

 

L’azione singola o combinata di questi fattori può comportare indebolimento delle strutture sopra elencate portando così la perdita di sostanze minerali dalla superficie dentale.

 

La patologia più diffusa a carico dei tessuti duri del dente (specialmente in età pediatrica) è la carie, essa è una malattia multi-fattoriale a carattere infettivo.

E’ un processo distruttivo lento e localizzato dei tessuti dentari che si estende dallo smalto, alla dentina, fino ad arrivare alla polpa dentaria.

Se trascurata può facilmente arrecare dolore e infezioni profonde, in quanto arriva fino alla parte vitale del dente (polpa) per questo motivo è importante intercettarla preventivamente.

 

Come abbiamo detto prima è una malattia multi- fattoriale, per cui affinchè si inneschi il processo carioso bisogna avere la presenza di molteplici fattori o cause; principalmente è dovuta alla produzione di sostanze acide da parte dei batteri durante il processo di metabolizzazione e degli zuccheri introdotti con la dieta.

 

Le strutture dentarie perdono progressivamente i minerali che li costituiscono indebolendosi, questo processo prende il nome di demineralizzazione.

 

La sintomatologia più diffusa legata a questo processo è la sensibilità dentinale.

Queste lesioni rappresentano stadi iniziali ancora reversibili e trattabili con specifici prodotti remineralizzanti. Fatti consigliare il presidio più indicato dal tuo professionista del sorriso (dentista- igienista dentale).

 

Se non trattatate tempesivamente, può creare danni irreversibili al dente fino a causarne la sua perdita.

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CARIE nei Bambini

Come già anticipato la carie può colpire i dentini da latte e prende il nome di “Sindrome da biberon” (Baby Bottle Tooth Decay), e colpisce generalmente i bambini al di sotto dei 3-4 anni, ed è dovuta a scarsa igiene orale e cattive abitudini.

Una di queste è l’abitudine di far addormentare i bambini con biberon con sostanze zuccherine (tè, camomilla zuccherata) oppure quella di intigere il ciuccio nel miele.

Questo comporta un contatto prolungato degli zuccheri con le superfici dentali provocando demineralizzazioni e la conseguente lesione cariosa.

Fin dai primi mesi di vita, è buona abitudine pulire le gengive del neonato con una garzina bagnata e, una volta spuntati i dentini, passare subito allo spazzolino, questo per abituarlo ad avere una sana e corretta abitudine fin da piccolo.

Ma quali sono i fattori che predispongono alla carie?

  • scarsa igiene orale;
  • la presenza di microorganismi batterici;
  • alimentazione;
  • caratteristiche degli elementi dentali (es: apparecchio, corone, otturazioni debordanti ecc…);
  • diminuzione del flusso salivare (xerostomia);
  • predisposizione genetica;
  • assunzione di farmaci;
  • patologie sistemiche;

Come si previene la carie?

L’agente più efficace nella prevenzione delle lesioni cariose è il fluoro.

Vediamolo nel dettaglio:

La fluoroprofilassi (prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro), rappresenta la pietra miliare della prevenzione della carie ed è necessaria a tutti gli individui.

Il fluoro si lega all’idrossiapatite dello smalto trasformandola in fluoriapatite, caratterizzata da una struttura molecolare molto più resistente all’attacco degli acidi.

Il fluoro assimilato viene secreto nella saliva e tende ad accumularsi nella placca batterica, dove esercita un’ azione antimicrobica, soprattutto su un batterio (S.Mutans), inibendo la produzione microbica di acido e diminuendo la capacità di adesione ai tessuti orali e i tempi di moltiplicazione.

Favorisce il processo di reminealizzazione, descritto in precedenza,  dello smalto demineralizzato.

Secondo le linee guida del Ministero della Salute, ad oggi, l’effetto preventivo post-eruttivo del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, (dentifricio, gel, vernici) è considerato più efficace rispetto a quello pre-eruttivo, ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica.

Dove si trova il fluoro?

Il fluoro è normalmente presente nell’acqua potabile e negli alimenti in diverse concentrazioni

La fluorazione delle acque è adottata in vari Paesi come metodo preventivo e la concentrazione di fluoro considerata ottimale nell’ acqua per la prevenzione della carie pari a 0.7 mg/l.

Ma può essere integrato con l’assunzione di fluoro per via topica o sistemica.

Fluoroprofilassi sistemica

la somministrazione sistemica è fatta per via orale ed è indicata per la mamma durante la gravidanza e l’allattamento per rinforzare i denti del nascituro o neonato .Si può inoltre proseguire la somministrazione al bambino per i primi anni di vita a seconda della prescrizione del pediatra . 

Ma come già accennato in precedenza risulta essere più efficace con la somministrazione topica post- eruttiva piuttosto che la somministrazione sistemica. 

Però nei casi in cui il bambino non riesca ad utilizzare il dentifricio oppure ha un alto rischio di carie, come metodica aggiuntiva all’uso del dentifricio viene consigliata dal pediatra l’assunzione di gocce o pastiglie a base di fluoro nella seguente posologia: 

– da 6 mesi ai 3 anni: somministrare 0,25 mg/die di fluoro con gocce;
– da 3 a 6 anni: somministrare 0,50 mg/die di fluoro con gocce o pastiglie.

Fluoroporfilassi topica:

I mezzi di fluoroprofilassi topica maggiormente utilizzati sono dentifrici, colluttori o gel.

L’ utilizzo del dentifricio al fluoro è raccomandato dalle linee guida del ministero della salute italiano (prevenzione della carie dalla nascita all’adolescenza) sin dai 6 mesi di età di un individuo nella quantità di almeno 1000 ppm F, 2 volte al giorno in dose pea size ( grandezza di un pisellino verde).

Dopo i 6 anni la fluoroprofilassi viene effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno

L’ applicazione di gel al fluoro (contenente circa 12.500 ppm) porta a una riduzione dell’incidenza di carie. 

I gel possono essere utilizzati sia a livello professionale, sia domiciliare. 

Nel primo caso, l’applicazione professionale di gel si fa in studio e prevede l’uso di preparati a base di fluoro (gel, o mousse con mascherine personalizzate), e vernici da applicare direttamente sui denti, in base ai fattori di rischio e alle esigenze del paziente e prevede, in genere, un’applicazione con frequenza semestrale.
E’ consigliata solo dopo i 5/6 anni di età, per evitare eventuali rischi da ingestione del prodotto.

Sigillatura:

Intorno ai 6 anni di età inizia la permuta dentale ed erompono in arcata i primi molari permanenti. Essi si trovano posteriormente ai “molaretti” da latte e sono caratterizzati generalmente da solchi profondi, complessi da detergere in modo efficace durante le manovre di igiene orale domiciliare a causa anche di una limitata manualità del bambino e di conseguenza sono particolarmente esposti al rischio di carie.

La prevenzione della carie dei solchi dei molari permanenti può essere effettuata, pertanto, attraverso la tecnica della sigillatura. 

Consiste nella chiusura meccanica del sistema dei solchi dentari attraverso l’uso di materiali principalmente a base resinosa o cementi vetroionomerici. E’ come se venisse messa uno smalto trasparente sugli elementi dentali per isolarli dai possibili attacchi batterici.

L’integrità delle sigillature deve essere controllata periodicamente durante le sedute di controllo (semestrali o annuali, sulla base del rischio) e, nel caso ne venga riscontrata la perdita parziale o totale, è necessario rifare o risistemare il siglillo.

Le chewing-gum fanno bene?

Partiamo dal presupposto che le chewing-gum non vanno a sostituire la detersione meccanica che fa lo spazzolino.

Ma possono avere degli effetti positivi sulla salute orale in primis portano alla rimozione dei residui di cibo e della placca dalle superfici dentali ma inducono anche alla stimolazione del flusso salivare e l’incremento del pH della saliva e della placca.

Stimolando il flusso salivare aumenta la concentrazione di ioni bicarbonato, causando un’elevazione del pH della placca batterica e migliorando la capacità tampone complessiva promuovendo così il processo di remineralizzazione.

Quale chewing- gum dobbiamo scegliere?

Sicuramente dobbiamo guardare gli ingredienti per poter fare una scelta giusta.

Il mio consiglio è quello di scegliere delle chewing-gum a base di xilitolo, il quale ha un’importante attività cario-preventiva.

I chewing-gum contenenti xilitolo possono essere considerati dei functional foods (“cibi/alimenti funzionali”), ovvero alimenti che, grazie ad alcuni principi in essi contenuti, presentano proprietà benefiche per la salute umana.

Facciamo il punto della situazione, ecco 4 semplici regole da seguire per prevenire la carie:

  • Avere una buona igiene orale domiciliare: spazzolare i denti 2/3 volte al giorno con uno spazzolino dalle setole medio/ morbide, meglio ancora se con uno spazzolino elettrico dalla testina tonda, utilizzare filo/scovolino almeno una volta al giorno e detergere la lingua;
  • Utilizzare un dentifricio contenente almeno 1000ppm di fluoro 2 volte al giorno;
  • Portare sempre con se delle chewing-gum allo xilitolo;
  • Fare controlli periodici dal propro dentista, e richiami di igiene orale professionale.

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è un ottimo rimedio per contrastare la formazione delle carie.

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